Feta e Parmigiano Reggiano sono gli unici formaggi più alti di un anno fa. I dieci formaggi indicizzati segnano in media +0,9% nei tre mesi fino al 4 novembre 2026 e -8,1% su un anno, con sei rialzi e quattro ribassi su tre mesi. La famiglia elenca dodici materie prime; Mont d'Or e Roquefort hanno note ma non un indice pubblico.
La feta guida la classifica con +3,7% su tre mesi e +10,4% su un anno. Il 21 agosto le notizie riportavano costi in aumento e produzione ridotta per la feta greca dopo che un'epidemia animale aveva causato la perdita di molti ovini e caprini. Il Parmigiano Reggiano aggiunge l'1,1% e l'11,0%; il 22 ottobre i prezzi sono saliti per tutte le stagionature alla Borsa merci di Parma.
Il 24 ottobre la produzione di Parmigiano Reggiano risultava troppo sostenuta, e il Consorzio ha stretto le regole. Maasdam (+3,2%), edam (+2,4%) e gouda (+2,0%) salgono leggermente su tre mesi ma restano tra il 10,9% e il 13,4% sotto l'anno scorso.
La mozzarella guadagna il 2,8% ed è in calo dell'11,3% sull'anno; una nota del 30 luglio descriveva prezzi della mozzarella in aumento sul mercato mondiale dei formaggi mentre il cheddar scendeva. Il gorgonzola è il calo trimestrale più forte, -2,9%, ed è più basso dell'8,7% sull'anno. Il cheddar perde il 2,3%, e il 25,0% su un anno, il ribasso annuo più pesante tra i formaggi.
L'emmental cede lo 0,9% e il Grana Padano lo 0,5%. Il 26 ottobre i prezzi all'ingrosso del Grana Padano risultavano in calo, e il 23 ottobre Confagricoltura Brescia descriveva il mercato del latte in crisi. Tra i formaggi senza indice, la produzione di Mont d'Or nel Doubs è partita il 15 agosto nonostante la siccità, e per il Roquefort l'OPBR ha rifiutato il 13 agosto un taglio del prezzo del latte ovino.