Sul fronte dei dati, tutto si gioca sui brodi. Al 4 novembre 2026 brodo di carne, brodo di manzo, brodo di maiale, brodo di pollo, brodo di verdure e brodo di pesce sono tutti più alti dell'1,7% rispetto a tre mesi fa e del 2,1% rispetto a un anno fa. Sei rialzi, nessun ribasso.
Poiché i sei movimenti sono identici, le medie della famiglia coincidono: +1,7% e +2,1%. Entrambe sono sopra il gruppo Ingredienti, che segna in media +0,8% su tre mesi e -0,5% su un anno. Nessun brodo ha una nota di mercato, e questa lettera non azzarda una causa del rialzo.
Cognac e whisky hanno note ma non indice. Quella sul cognac (2 novembre) parla di dazi: il 29 settembre le vendite erano in netto calo tra dazi cinesi e statunitensi. Il 26 settembre un tribunale francese ha imposto a una filiale di Sazerac di rispettare i contratti con i produttori, e il 13 ottobre l'industria USA degli alcolici ha chiesto di togliere il dazio sul cognac francese, citando i maggiori costi per gli importatori.
La nota sul whisky guarda a India e Scozia. Un accordo commerciale con il Regno Unito, entrato in vigore in India a luglio, ha ridotto i dazi su alcune importazioni di Scotch. Il 22 ottobre Allied Blenders and Distillers ha aperto una distilleria di malto in Telangana, e il 21 ottobre il consumo di Scotch in India risultava in crescita più rapida del mercato del whisky nel suo insieme.
La famiglia conta otto materie prime, sei delle quali indicizzate. Per un buyer la divisione è chiara: il brodo si segue attraverso il suo indice e si muove in blocco, mentre cognac e whisky si possono seguire solo tramite notizie datate. La nota sul whisky riporta anche che il calo dello Scotch ha ridotto la domanda di malto, un punto da tenere presente per chi acquista malto.