Negli ultimi tre mesi tè e caffè hanno tirato in direzioni opposte. Al 4 novembre 2026 il tè sale dell'1,6% su tre mesi e del 3,3% sull'anno, mentre il caffè cede il 2,8% e il 6,7%. Sei materie prime della famiglia sono salite su tre mesi e quattro sono scese; la media è +0,9% su questo orizzonte e +1,8% su un anno.
La nota sul caffè, del 2 novembre, riporta che il 30 ottobre i prezzi del caffè vietnamita erano scesi ai minimi da diversi mesi e che in Vietnam i prezzi si sono allentati prima del picco del raccolto. Sul tè, la nota registra il 23 ottobre freddo e pioggia che ritardavano il raccolto a Misiones, e il 21 ottobre un'ispezione polacca che ha bloccato la vendita di tè dello Sri Lanka per problemi di etichettatura.
Il rialzo più forte non ha alcuna nota: il matcha guadagna il 7,2% su tre mesi e il 7,9% sull'anno. Salgono anche le proteine vegetali, con la proteina di pisello a +4,0% (+1,3% sull'anno) e la proteina di frumento a +2,4% (+4,6% sull'anno). Lievito di birra e lievito disattivato mostrano gli stessi movimenti, +1,3% e +0,4%.
Tra i ribassi, il seme di lino eguaglia il caffè a -2,8% su tre mesi (-5,2% sull'anno). Secondo la sua nota, il 19 ottobre il lino kazako è balzato in Europa tra restrizioni al transito, e il 24 ottobre i prezzi russi si sono allentati mentre il lino biologico kazako si rafforzava. La fibra di acacia perde il 2,2% nel trimestre ma guadagna il 10,7% su dodici mesi, il miglior rialzo annuo della famiglia.
Il maté cede l'1,2% su tre mesi (+1,6% sull'anno); la sua nota indica un raccolto sotto lo stesso periodo del 2024, con consumi interni ed esportazioni in crescita. Due voci non hanno indice. La nota sugli eccipienti riporta il 21 ottobre prezzi più alti del povidone negli USA, citando domanda farmaceutica e noli transpacifici, e quella sulla moringa il richiamo, il 5 settembre, di una polvere di foglie biologica per possibile Salmonella.