Nel lattiero-caseario la spinta arriva da latte in polvere e siero. Sulle 42 materie prime indicizzate del gruppo, i dati al 4 novembre 2026 indicano una variazione media di +2,2% su tre mesi e -2,5% su un anno, con 23 rialzi e 19 ribassi. Il gruppo elenca 45 materie prime in cinque famiglie: latticini, formaggi, burro e panna, ovoprodotti, yogurt e formaggi freschi.
La proteina del siero di latte sale del 27,6% su tre mesi e del 91,7% su un anno, il latte scremato in polvere del 18,6% e del 46,3%, il latte intero in polvere del 15,0%. Il 17 ottobre le notizie riportavano prezzi delle proteine del siero alle stelle in Europa, a fronte della domanda di nutrizione sportiva, yogurt, latte per l'infanzia e consumatori di farmaci GLP-1.
Per famiglia, i latticini guidano con +9,1% su tre mesi e +23,7% su un anno, con otto materie prime indicizzate su nove in rialzo. Formaggi (+0,9%) e la famiglia burro e panna, censita come Lattiero-caseario (+0,8%), sono quasi fermi, come yogurt e formaggi freschi (+0,1%). Gli ovoprodotti sono l'unica famiglia in calo, dello 0,7%.
Su un anno i cali più forti riguardano i grassi: il grasso del latte anidro perde il 29,6% e il burro salato da panna dolce il 27,5%. Quattro burri, tra cui il burro di zangola, perdono il 26,0% sull'anno ma guadagnano il 3,7% su tre mesi. Il 6 ottobre, secondo le notizie, la grande distribuzione tedesca ritirava i tagli di prezzo sul burro, con forniture più scarse e costi in aumento.
I cali trimestrali sono contenuti. Il più ampio, -2,9%, accomuna il gorgonzola e i tuorli, tra cui il tuorlo d'uovo da allevamento all'aperto e il tuorlo d'uovo da allevamento a terra. Il cheddar cede il 2,3% (-25,0% sull'anno). L'uovo sale del 2,3% su tre mesi ma perde il 9,9% su un anno; il 22 ottobre le quotazioni polacche davano le uova da gabbia molto più economiche di un anno prima.