Dopo un anno forte, i prezzi dei molluschi bivalvi si fermano nel trimestre. Al 4 novembre 2026 le 14 materie prime indicizzate della famiglia cedono in media lo 0,2% su tre mesi ma salgono dell'8,6% su dodici. Otto sono salite e sei scese. Le 15 materie prime della famiglia vanno da cozze e ostriche a vongole, cuori, capesante e ricci di mare.
La capasanta atlantica guida i rialzi con +6,2%. Il riccio di mare del Cile guadagna il 4,6%, la cozza mediterranea il 4,2% e la cozza il 3,9%. Pettine argentino, pettine cileno e pettine giapponese salgono ciascuno dell'1,4% con movimenti identici, compreso +8,6% su un anno. I cannolicchi salgono dello 0,5% nel trimestre e sono più alti del 9,7% sull'anno.
La vongola fa storia a sé, -17,6% su tre mesi, il calo più forte della famiglia. Altrove i ribassi sono contenuti: ostriche -3,5%, vongola Hokkigai -2,1% e cozza cilena -1,9%. Tutte le voci indicizzate restano più alte di un anno fa, guidate dalla cozza cilena a +17,7% e dal cuore edule a +16,9%.
Le note di mercato indicano problemi di produzione. Il 14 settembre la produzione francese di cozze risultava in netto calo durante l'estate, citando ondate di calore, nutrienti in diminuzione e attacchi di ragni di mare. Il 23 ottobre, secondo le notizie, disordini in Francia e uno sciopero dei trasporti in Italia hanno colpito le esportazioni di cozze dalla Galizia.
Secondo la nota sulla vongola del 6 ottobre, la raccolta nell'estuario di Arousa è partita male il 1° ottobre: poche imbarcazioni, prezzi bassi e, al 5 ottobre, catture scarse di vongola rossa.
Nella baia di Saint-Brieuc, il 21 ottobre lo stock di cuori di taglia commerciale era descritto in forte deterioramento. In Normandia, i banchi di capesante hanno aperto il 1° ottobre con meno conchiglie di quanto atteso e una risorsa in calo, mentre lo stesso giorno è iniziata la campagna delle capesante nella baia di Saint-Brieuc.