I prezzi dei prodotti del mare si sono leggermente rafforzati nell'ultimo trimestre, ma la media nasconde forti divari. Al 4 novembre 2026 le 126 materie prime ittiche indicizzate salgono in media dell'1,1% su tre mesi e del 7,2% su un anno. Settantotto sono aumentate, 46 sono scese e 2 sono rimaste invariate. Il gruppo comprende 138 materie prime in cinque famiglie, dal pesce bianco e dal salmone fino a calamari e ostriche.
Il grosso della spinta viene dai pesci, in rialzo del 2,6% su tre mesi e del 9,6% su un anno, che contano 54 dei 78 rialzi. I crostacei guadagnano lo 0,5%. I molluschi bivalvi restano quasi stabili nel trimestre, a -0,2%, nonostante un aumento dell'8,6% sull'anno. I cefalopodi calano del 2,3% e i prodotti ittici elaborati, una famiglia di sole due materie prime, perdono il 2,0%.
In testa ai rialzi ci sono le razze: la razza balza del 28,1% su tre mesi e la razza chiodata del 26,3%, seguite dal salmone rosso a +17,8%. I cali più netti riguardano il muggine, -18,6%, la vongola, -17,6%, e il calamaro volante europeo, -16,0%. Su dodici mesi è il sugarello del Cile a guidare il gruppo, con un rialzo del 56,0%.
Diverse specie hanno note di mercato recenti, aggiornate al 2 novembre. Secondo le note sul salmone, il 30 ottobre i prezzi sono saliti per la seconda settimana consecutiva. Per il merluzzo dell'Alaska, in rialzo dell'11,3% su tre mesi e del 42,8% su un anno, le note citano prezzi record all'esportazione dei filetti di pollock statunitensi il 10 settembre e una produzione della stagione B ben inferiore al 2025.
Tra i molluschi bivalvi, la nota sulla vongola, datata 6 ottobre, descrive un avvio stentato della campagna di raccolta nell'estuario di Arousa il 1° ottobre, con poche barche e prezzi bassi. Sul fronte del tonno, a Bangkok i prezzi del tonno listao hanno toccato un massimo storico il 15 ottobre e sono rimasti solidi il 22 ottobre, mentre i conservifici chiedevano sconti per novembre.