Tre materie prime compongono questa piccola famiglia: mais, mais dolce e soia, tutte con un indice. Al 4 novembre 2026 segnano in media +1,7% su tre mesi, con due rialzi e un ribasso, e +4,7% su un anno. Entrambi i movimenti restano dietro il gruppo verdure nel suo insieme, che guadagna il 4,1% su tre mesi e l'8,3% sull'anno.
La soia fa gran parte del rialzo, +8,3% su tre mesi e +19,4% su un anno, la materia prima più forte della famiglia su entrambi gli orizzonti. Eppure le note di fine ottobre descrivono prezzi più deboli. Il 26 ottobre la soia era in calo su Matif e CBOT, e a Chicago ha toccato il minimo da due mesi sotto la pressione delle vendite legate al raccolto.
Due giorni dopo, i prezzi brasiliani della soia sono scesi sotto il peso dei future di Chicago, e quelli statunitensi hanno ceduto per un raccolto inaspettatamente abbondante. Queste notizie coprono le ultime settimane di ottobre, non l'intera finestra di tre mesi: si affiancano al movimento dell'indice senza spiegarlo.
Il mais è l'unico ribasso della famiglia: -3,5% su tre mesi e -6,9% su un anno. Il 4 ottobre i prezzi del mais sono scesi sulle borse di Chicago e Parigi, dopo un forte calo a Parigi insieme a frumento e colza il 29 settembre, e il 1° ottobre gli Stati Uniti hanno chiuso la campagna con scorte di mais nettamente più alte.
Il mais polacco va controcorrente: il 2 ottobre ha toccato il prezzo più alto da tre anni, spinto da un'offerta interna limitata. Il mais dolce si muove appena, +0,2% su tre mesi e +1,7% su un anno. Il 26 ottobre Huercasa, primo fornitore europeo di pannocchie di mais dolce, ha inaugurato a Sanchonuño (Segovia) un impianto di lavorazione, descritto come il più grande d'Europa e già operativo, che ne aumenta la produzione.